Diamond League – The Jumper and the Beast in Losanna

Diamond League – The Jumper and the Beast in Losanna

Potrebbe essere il titolo di una storiella per bambini ma è semplicemente una frase che avremmo potuto usare per riassumere in pochi caratteri la quartultima tappa della Diamond League. Nella terra degli orologi e nella città del Tas (tribunale sportivo) l’unico a dover essere messo sotto giudizio doveva essere il cronometro, che seppur “padrone di casa” ha dovuto soccombere agli attacchi di uomini che hanno un conto aperto con il “dio tempo”.

Il meeting di Losanna è stato uno dei migliori in stagione in quanto contenuti tecnici, secondo solamente all’evento olimpico, ma questo lo dobbiamo anche a un cast partecipanti di altissimo livello, basti pensare alla gara dei 100 metri piani femminili (vinti al photofinish dall’americana Carmelita Jeter sulla giamaicana Fraser-Prycer), dove erano presenti ben 6 delle 8 finaliste che hanno animato la finale Olimpica. Per una volta l’uomo della serata non è stato il solito Usain Bolt, spodestato per una notte dal suo amico rivale Yohan Blake. Il primatista mondiale di 100 e 200 non è apparso infatti nelle migliori condizioni di forma soffrendo più del previsto nella seconda parte dei “suoi” 200. Il jamaicano ha chiuso la gara con un ottimo 19”58 agevolato da un vento favorevole (+1.4m/s). Nella stessa gara c’è da segnalare la bellissima prestazione del neo olandese Churandy Martina con un 19”85 che gli è valso il primato personale e terza prestazione europea all-time dietro al 19”72 di Mennea e al 19”80 del francesino Lemaitre. Il vento non ha invece aiutato Yohan dimostratosi ancora una volta bestia di nome e di fatto tagliando il traguardo con uno strepitoso 9”69 con il quale ha bissato il nuovo personal best e si è candidato come uno dei favoriti per abbattere il Record del Mondo di Bolt. Prova pressoché perfetta quella di Blake che ha avuto una reazione allo sparo da manuale (0.144), un accelerazione da brividi e un lanciato che ha rasentato la perfezione.

In terra svizzera però non si è solamente corso, ma qualcuno ha cercato di imitare Icaro indossando un paio di ali e provando a volare più in altro degli altri. Tre spilungoni alla conquista dei cieli, un russo, un inglese e un qatariano. Non è una barzelletta come potrebbe sembrare ma solo una delle migliori gare di salto in alto che si son viste negli ultimi anni. Alla fine a spuntarla su tutti è stato il ragazzino del Qatar, Barshim che con un salto da 2.39  si è lasciato alle spalle l’oro di Londra Ivan Ukhov che ha tentato di riscattarsi col pubblico svizzero che qualche anno fa lo vide ubriaco in pedana provando vanamente un 2,41. Non è andata come ci si aspettava invece nella gara più attesa, quella dei 110 ostacoli, dove lo strafavorito Merrit in odore di primato del Mondo ha abbandonato i sogni di gloria ancora prima ancora dello sparo con una falsa partenza che ha lasciato l’amaro in bocca agli spettatori.

Nella speranza che anche i prossimi appuntamenti seguano la falsa riga di questi, non ci resta che salutarci e darci appuntamento alla prossima tappa della Diamond League!

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