NBA, San Antonio squadra da battere?

Sul finire della regular season i San Antonio spurs hanno dimostrato quanto sia elevato il loro livello di basket surclassando i L.A. Lakers (al completo e senza scusanti). Giochi d’attacco eseguiti alla perfezione, transizioni difensive come dio comanda e stato di forma di squadra complessivo come non si era mai visto. Del resto, con un record 50-16 che ha consentito ai texani di agguantare, all’ultimo respiro su OKC, la top seed a Ovest non ci sono molti dubbi su quanto gli speroni possano ritagliarsi grosse chances per giocarsi l’anello NBA.

La speranza è che nessuno dei tre “tenori” subisca alcun tipo di infortunio, considerando ciò che successe lo scorso anno a Duncan e Ginobili: acciaccati sul finire della RS, giunsero alla serie con i Memphis Grizzlies in condizioni piuttosto precarie. 4-2 per i giovani atletici e affamati di vittorie allenati da Lionel Hollins e Spurs a casa con l’amaro in bocca, considerato il fatto che anche nel 2011 erano stati la miglior squadra della Western Conference.

Finora, a parte la frattura alla mano occorsa al Narigon a inizio stagione contro Minnesota, né Tim DuncanTony Parker hanno subito noie fisiche particolari, grazie anche all’intelligente impiego da parte di Popovich, che li ha saputi centellinare a dovere, potendo contare sul resto della squadra che ormai gioca a memoria. Tra l’altro il caraibico è in splendida forma. Il suo modo di attaccare il canestro sembra quello dei primi anni in NBA. Su Tony Parker ormai c’è poco da dire, la guardia francese sta avendo una delle sue migliori annate tra i pro e il suo grado di confidenza è alle stelle. Gli riesce tutto o quasi e sarà interessante capire chi, tra lui e Duncan, prenderà le redini della squadra, anche se a mio avviso resterà come sempre un compito condiviso, senza dimenticare la presenza di Manu Ginobili, come sempre clutch presence nei momenti in cui la palla scotta.

Inoltre, San Antonio si è rinforzata dal punto di vista fisico (problema degli ultimi anni) con l’aggiunta del rookie Kawhi Leonard, il quale, pur avendo solo 19 anni, ha mostrato fin qui solidità e continuità degne di un veterano. Il ragazzo potrebbe essere la chiave in fase difensiva contro gente come Bryant e Durant a discapito della sua scarsa esperienza, tuttavia dovrà saper gestire i falli e trovare continuità dall’arco dei tre punti, perché i Playoffs sono tutt’altra cosa rispetto alla stagione regolare.

Stesso discorso vale per Danny Green, scarto di Cleveland raschiato dal fondo del barile dal sagace RC Buford. Ennesima “presa” che si è dimostrata utile alla causa e che si è inserita splendidamente nella filosofia di gioco di coach Pop, tanto che l’ex Tar Heels si è visto partire in quintetto per quasi tutta la stagione. Affidabile e costante in quanto a tiro e gestione della palla, in crescita come difensore, staremo a vedere come si comporterà nella post season.

L’innesto, poi, di veterani dall’ottimo IQ cestistico come Stephen Jackson e Boris Diaw ha conferito al roster maggiore esperienza e consistenza e ha dato lustro ad una realtà già rodata con giocatori del calibro di Splitter, Bonner, Blair e Neal tutti ottimi elementi in costante crescita rispetto alla scorsa stagione, che assicurano agli Spurs una profondità in panchina invidiata da tutte le altre contenders.

Tra pochi minuti comincerà gara 1 contro gli Utah Jazz, compagine sicuramente più debole e inesperta, ma piena di entusiasmo e dotata di un discreto atletismo, probabilmente la peggiore che poteva capitare ai texani. In RS hanno sconfitto battuto diversi top teams, quali Miami, Los Angeles, Oklahoma, … La batteria di lunghi è giovane, ma tecnica e talentuosa, sia nel quintetto con Jefferson e Millsap, sia nel pino con Favors e Kanter. L’ex Nets ha mostrato grandi progressi, soprattutto nella seconda parte di stagione. Kanter non ha giocato molto, ma quando è stato chiamato in causa ha mostrato di saperci fare.

Interessante sarà vedere lo scontro tra point guards Parker – Harris, che rimanda alle sfide texane tra San Antonio e Dallas. I due si conoscono bene e sebbene l’ex Nets sia inferiore, il ragazzo può vantare una splendida forma dopo un inizio di stagione stentato. Vedremo quanto filo da torcere darà al francese in questo turno di playoffs, scontato si, ma non semplice ripeto che gli Spurs potrebbero chiudere sul 4-1 o alla peggio sul 4-2.

Per il proseguio dei Playoffs i texani sembrano la squadra da battere, sarà appunto fondamentale mantenere la condizione fisica e mentale mostrata in stagione e dimostrare che l’ultimo ruggito dei vecchi leoni è ancora possibile, cioè che un basket più giocato e meno fisico (vedasi Mavericks lo scorso anno) è ciò che serve per portarsi a casa l’agognato anello NBA.

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