La Mens Sana nella storia, Pianigiani: “Orgoglioso dei miei giocatori”
Siamo di fronte a una dinastia, non ci sono altri termini per descrivere un dominio incontrastato che dura oramai da un quinquennio. Grazie al blitz del Pala Serradimigni, la Montepaschi ha conquistato la sesta finale scudetto consecutiva, un’impresa con pochi eguali nella storia di un Campionato che fatica a trovare risposte a un regno costruito sulla base di un progetto pluriennale condotto dalle sapienti mani di Carlo Recalcati, Simone Pianigiani e Luca Banchi, silenzioso ma preziosissimo assistente allenatore di importanza capitale negli equilibri di un roster assemblato per distruggere qualsiasi tipo di avversario.
Pianigiani soddisfatto – Siena la despota, Siena la tiranna, i titoli si sprecano ma la macchina perfetta o quasi, perché se analizziamo la stagione regolare qualche passaggio a vuoto c’è stato, è sempre la stessa e ha ritrovato nuovo smalto nelle prime due serie di playoff giocate ad altissimi livelli. Lo stesso Simone Pianigiani nella Conferenza Stampa del post partita al Pala Serradimigni ha fatto i complimenti ai suoi ragazzi per come hanno saputo reagire alle avversità di una stagione più complicata rispetto al trend degli ultimi anni.
“Prima di tutto credo che da parte mia sia doveroso fare i complimenti a Sassari che ha fatto una stagione eccezionale, proprio per questo sono molto contento ed orgoglioso dei miei giocatori. Giocare una finale non è mai scontato tanto più quando nel mezzo ci metti tante partite di Eurolega, Coppa Italia e tanti trofei ma esserci sempre significa sopportare come successo quest’anno anche i momenti in cui hai mille infortuni e anche una serie come questa dove abbiamo dovuto usare il bilancino per rimettere dentro giocatori che non giocavano da tanto”
Borsino infortunati – Proprio gli infortuni, non hanno risparmiato la squadra Campione d’Italia in carica neanche nella post-season, difatti i senesi hanno dovuto giocare l’intera serie di playoff con la Dinamo Sassari senza due realizzatori del calibro di David Andersen e Igor Rakocevic. Le condizioni fisiche dell’australiano non destano preoccupazione mentre la prolifica guardia serba, con ogni probabilità non sarà arruolabile neanche per la decisiva serie di Finale Scudetto – “Per Andersen non dovrebbero esserci problemi, tornerà a disposizione per la serie di finale” – ha dichiarato Pianigiani ai nostri microfoni – “Rakocevic invece ha un problema più grave e i tempi di recupero sono più lunghi”. Riguardo al leggero infortunio occorso a Kaukenas nei minuti finali di Gara 3, il coach ha dichiarato – “Penso si tratti soltanto di una botta, in un primo momento ci siamo preoccupati visti i suoi trascorsi in termini di operazioni, valuteremo nei prossimi giorni ma non credo si tratti di qualcosa di grave”.
Olimpia Milano – Dobbiamo ammetterlo, stavolta ci siamo portati in avanti, ci scusiamo per questo con la Scavolini Pesaro, ma non abbiamo resistito alla tentazione di chiedere al coach senese un giudizio sull’Emporio Armani Milano, la corazzata costruita per porre fine allo strapotere mensanino – “Milano in questo periodo è nel momento migliore della stagione, sta giocando al meglio delle sue possibilità e sta ottenendo i risultati per cui è stata costruita. Hanno un quintetto molto alto, possono permettersi il lusso di giocare con Mancinelli da 3 ed Hairston da 2, oppure di mettere in campo il quintetto con il doppio playmaker”.
La sfida dei ragazzi di Scariolo è lanciata, il coach e giocatori di Siena lo sanno bene, hanno la convinzione di essere forti ma conoscono benissimo la realtà, Milano è vicina, il gap si è ridotto, insomma ci sono tutti gli ingredienti per vivere la serie di Finale più combattuta degli ultimi anni. Una vittoria dell’Olimpia significherebbe salvezza del co-primato (con Siena) di 5 scudetti consecutivi conquistati tra il 1949 e il 1954, ma l’intento dei ragazzi di Pianigiani è entrare nella storia come l’unica squadra italiana a vincere 6 Campionati di fila.