Londra 2012 – Jessica Rossi, la tiratrice dei record
“Ciò che facciamo in vita, riecheggia nell’eternità!”
Mai come oggi, la frase pronunciata da Russell Crowe nel film “Il Gladiatore” cade a pennello per raccontare una straordinaria impresa Olimpica. Capita infatti che una ragazza di vent’anni vinca l’oro nel tiro al volo femminile, stabilendone il nuovo record del Mondo. Se a tutto ciò si aggiunge che la ragazza in questione è italiana, raccontare queste straordinarie gesta diviene ancora più bello. Si tratta infatti della storia di Jessica Rossi, ventenne bolognese con un cognome comunissimo, ma in possesso di un’abilità unica e che oggi ha letteralmente “scatenato l’inferno” a Londra.
La cavalcata inarrestabile di Jessica verso l’oro inizia già dalle qualificazioni, dove colpendo tutti i 75 piattelli, stabilisce il nuovo record mondiale per la fase di qualificazione. Già da questo momento si intuisce che la tiratrice emiliana potrebbe arrivare sul podio e che potrebbe scrivere una pagina di storia davvero importante per il tiro al volo. L’attesa per la finale diviene improvvisamente alta, visto che tutta Italia si è accorta di Jessica. La disciplina del tiro al volo infatti, come altri sport, acquista notorietà solamente con la partecipazione all’Olimpiade; essendoci poi un’atleta italiana a giocarsi l’oro, l’attenzione nei confronti sia della ragazza, che della gara, è massima. In finale Jessica si presenta con lo sguardo deciso, concentrato: dal suo volto non traspare nulla, se non la voglia di brandire il suo fucile e iniziare a colpire quei piattelli che sfrecciano in cielo ad una velocità di 120 km/h.
Spara, Jessica, spara: piattello dopo piattello, mette distanza tra lei e le altre atlete in gara che, a questo punto, litigano tra di loro per i due gradini più bassi del podio. La polvere viola, che indica il bersaglio colpito, continua a stagliarsi in cielo ogni volta che lei fa fuoco dal suo fucile. Oltre alla sua mira infallibile, non trapela la benché minima emozione. La ragazza possiede un incredibile sangue freddo, anzi addirittura gelido: sempre calma e determinata, pensa ad un piattello per volta, non preoccupandosi di ciò che le sue avversarie stiano facendo. Ora possiamo dirlo: non solo siamo davanti ad una campionessa, ma addirittura ad un fenomeno. Eppure quando sembra che niente e nulla possano fermarla, ne manca uno: primi segnali di cedimento? Paura ed inesperienza iniziano a farsi strada dentro di lei? Forse abbiamo esagerato nei giudizi nei suoi confronti.
Macché: come se nulla fosse successo, la ragazza emiliana continua a colpire i propri bersagli, andando non solo a stravincere l’oro, ma anche andando a stabilire il nuovo record del Mondo di finale con 99 piattelli colpiti su 100. Incredibile. Dopo l’ultimo sparo, finalmente Jessica si concede un sorriso, un grande sorriso: sta forse iniziando a realizzare l’impresa che ha appena compiuto. Ma visto che un campione e, in questo caso, una campionessa si distingue, non solo per la propria abilità e forza, ma anche per i propri comportamenti, la prima cosa che fa finita la gara è stringere la mano a tutte le proprie avversarie, dimostrando un grande segno di rispetto verso coloro che ha letteralmente demolito in finale. Alla cerimonia del podio ci arriva sorridendo e quel sorriso lo mostra di continuo ora che la gara è finita è può finalmente lasciarsi andare.
La dedica di Jessica va ai terremotati della sua Emilia, la sua terra d’origine, che oggi di sicuro ha tifato per lei come del resto tutta Italia ha fatto. Le note dell’Inno di Mameli e, soprattutto, quella medaglia d’oro al collo suggellano la fine di una giornata storica per il tiro al volo, destinata ad essere ricordata per sempre e ad entrare di diritto nell’albo delle imprese Olimpiche.