Italia-Germania, Supermariobalotelli contro tutti!
Ti criticano perché sei fuori dagli schemi, ti fischiano perché sei nero, ti invidiano perché sei giovane, famoso e pieno di soldi. Poco importa Mario, vai avanti per la tua strada, sei nell’età in cui puoi anche permetterti di sbagliare un tiro e di mandare a quel paese l’anziano collega. Capirai più in là, ma intanto pensa a far bene la cosa per cui non sei diventato un Mario dei tanti. Tu sei Supermariobalotelli, scritto attaccato da pronunciare velocemente tutto d’un fiato. Come prima solo Robertobaggio, uno che come te ha fatto innervosire qualche allenatore (vero Lippi e Trap?) offuscato dal suo talento e dalla sua immensa popolarità. Il talento c’è o non c’è, come la femminilità in una donna, poi nel calcio succedono cose strane per cui il tuo talento va a cozzare contro quelli che gridano “ohhh, Di Natale è in panchina….”.
Alla fine è una questione di numeri e di dati, quelli di nascita, i tuoi, non se li ricorda mai nessuno quando c’è da criticarti. Hai iniziato evidentemente troppo presto in una nazione piena di vecchi dove i giovani stentano e dove a 25 anni calcisticamente parlando uno “è ancora giovane”. No Mario, non te li filare questi, sono buoni con quelli che una rovesciata come la tua non la fanno neanche durante l’allenamento in famiglia, tu vai avanti per la tua strada. Tu sei un campione, un campione nero e non sempre è un vantaggio da noi, ma io che ti ho visto esordire con il Lumezzane a Padova a 15 anni, non ho mai smesso di seguirti e di raccontare in giro che tu sei uno dei giocatori più forti del mondo. “Si vedrà” dicono i più teneri, io dico che si è già visto, perché i dati sono quelli. Tu, era ieri, non ancora ventenne vincevi da protagonista scudetti all’Inter, quando Di Natale alla stessa età giocava con l’Iperzola in C2.
Sei partito troppo forte come i forti e tutti, sempre, ad ogni pallone che tocchi, si aspettano tutto. Io so che l’Italia ha bisogno del tuo talento e tu del suo affetto. Sei l’unico calciatore per cui farei la fila al botteghino e pagherei regolarmente il biglietto. Da giornalista non ho mai messo mani al portafoglio per entrare allo stadio, ma se fosse non baderei a spese. Hai tutto, forza fisica, calcio, colpo di testa, inventiva, freddezza, fantasia, e a chi dice che ti manca solo il cervello, beh non te ne deve importare, finché la nazionale degli scienziati non vincerà la Coppa del Mondo, non te ne preoccupare. In campo si gioca con i piedi e fuori dal verde tappeto i gol non portano punti. Ci sono le invidie caro Mario e le gelosie, due mafie sotterranee che fanno più male di una botta in testa. Dovrai sempre tenerne conto e lottare quotidianamente perché il calcio, purtroppo per te e per i pochi grandi grandissimi come te, si gioca in undici e tra questi c’è anche chi la tua giocata non arriva neanche a pensarla.
Solo a te e a Cristiano capita di giocare contro gli avversari e contro la mediocrità di certi compagni di squadra. Lionel invece è già più fortunato perché al Barca in tanti parlano la sua lingua calcistica. Porta pazienza caro Mario vedrai che adesso che ci farai vincere anche i più ciechi si redimeranno e renderanno giustizia al tuo immenso e naturale talento. C’è la Germania Mario, sono giovani, bravi e favoriti, ma davanti non hanno uno come te, ripiegano su attaccanti studiati e su atleti allenati. Basta una sassata delle tue per zittirli e un tocco dell’altro tuo stretto parente Antonio per demolirli. Il calcio non è un lavoro Mario e tu lo sai bene, il calcio è sport, e l’applicazione, il sacrificio e il sudore non potranno mai sostituire i lampi di genio e le giocate dei fuoriclasse. Quando mai Diego, il più grande di tutti i tempi, si è allenato? Io sono un tifoso di calcio e voglio vedere il mio Supermariobalotelli che ci fa vincere sul campo. Chisenefrega di quello che combini fuori. Divertiti, vai a donne, spendi e spandi alla faccia degli invidiosi. Tu che puoi Mario, fallo, io sono strafelice per te. Qui c’è una partita da vincere, una finale da conquistare, non una famiglia da formare. Vai Mario, dai un calcio ai finti benpensanti e metti a tacere la sapientona signora.
