HollywooDwight sbarca a L.A, ora l’imperativo è vincere!

Vincere e farlo al più presto possibile. Sarà questo il filo conduttore che accompagnerà i Los Angeles Lakers per tutta la prossima stagione. E’ la logica conseguenza di un mercato scoppiettante messo in atto dalla dirigenza della franchigia gialloviola decisa come non mai a cancellare gli errori del passato e le ultime due deludentissime stagioni. I Lakers sono riusciti nell’impresa di assicurarsi il miglior centro della lega, Dwight Howard, ponendo fine a quella fastidiosa telenovela ribattezzata dai media americani come “Dwightmare”. Il  grande sacrificato alla causa è stato Andrew Bynum (approdato poi ai Philadelphia 76ers) e non quel Pau Gasol, spesso accostato a numerose trade, che andrà a formare con l’ex Magic una delle coppie di lunghi più forti e complete della NBA. La vera notizia è che, per la prima volta, forse addirittura dai tempi di Magic Johnson, i Lakers potranno contare su un grandissimo playmaker: Steve Nash arrivato dal mercato dei free agent dopo 8 anni vissuti con la maglia dei Phoenix Suns. Poi c’è il vero padrone di casa: Kobe Bryant. Il 24 gialloviola sembra aver ritrovato il sorriso dopo aver visto partire, l’estate scorsa, Lamar Odom e dopo il mancato arrivo di Chris Paul, finito ai rivali cittadini dei Clippers. Il quintetto dei Lakers 2012-13 rischia di assomigliare molto ad una di quelle squadre che si riescono ad assemblare solo nei videogames: Steve Nash playmaker, Kobe Bryant guardia, Metta World Peace ala piccola, Pau Gasol ala grande e Dwight Howard centro. Con un quintetto del genere chi non vincerebbe a mani basse il titolo alla playstation senza, probabilmente, perdere nemmeno una partita?

Tutto molto bello, cari tifosi Lakers, ma questa è la realtà e Kobe e compagni sanno che dovranno sudarsi ogni partita dall’inizio alla fine. Partire con i favori del pronostico spesso è stato controproducente, vedi i Miami Heat nel 2009-10. Ma se nel caso dei primi Heat dei Big Three il problema principale era stato quello legato alla tenuta mentale, per questi Lakers, il vero problema, potrebbe essere la tenuta fisica. Tutti conosciamo il grande carisma e la grande esperienza dei vari Bryant e Nash, ma l’età che avanza potrebbe creare rallentamenti allo sviluppo della chimica di squadra con conseguenti riflessioni sui risultati in campo. Steve Nash, nel 2013 compirà 39 anni, Kobe Bryant 35. Entrambi hanno avuto parecchi problemi fisici negli ultimi anni. Nash ha sempre convissuto con problemi alla schiena mentre Kobe è stato spesso perseguitato da infortuni, soprattutto alle ginocchia. Lo stesso Howard quest’estate ha osservato un periodo di riabilitazione per riprendersi al meglio dai problemi alla schiena accusati nelle ultime due stagioni. Questi due aspetti non fanno altro che aumentare la pressione sulle spalle di questi nuovi Lakers. Nash e Kobe non potranno giocare agli altissimi livelli alla quale ci hanno abituato ancora per molto. L’ex Suns e Howard sono stati acquistati con l’unico obiettivo di vincere e di farlo subito, andando a saltare completamente quella fase di rifondazione che avrebbe dovuto affrontare la formazione californiana in caso di mancato arrivo di questi due grandissimi giocatori. I propositi di rifondazione non sono stati cancellati ma, semplicemente rinviati di ¾ anni. Ma rimangono sono solo sottigliezze se si pensa alla enorme quantità di talento che avrà a disposizione coach Mike Brown.

Oltre al quintetto stellare, infatti, usciranno dalla panchina ottimi giocatori come Antawn Jamison e Steve Blake e giovani talenti come David Ebanks e Jodie Meeks. Insomma una squadra che si presenta completa in ogni reparto. Manca solo un centro di riserva affidabile in grado di far rifiatare Dwight Howard anche se lo stesso Gasol potrebbe essere spostato in quella posizione con Jamison nel ruolo di ala grande. Insomma, le alternative non mancheranno di certo in un attacco che sarà, presumibilmente, meno Kobe-dipendente rispetto al recente passato. Il pick & roll Nash-Howard promette spettacolo mentre Jodie Meeks aprirà il campo con il suo tiro da fuori. Pau Gasol ha già dimostrato di essere in grado di convivere con un centro di peso negli anni passati al fianco di Bynum, diventando spesso uomo assist. Nella metà campo difensiva sarà Dwight Howard a fare la voce grossa sotto canestro. Stoppate e rimbalzi saranno come sempre il suo pane quotidiano, mentre Bryant e Metta World Peace forniranno la solita grande pressione sul perimetro. Unico anello debole della difesa sarà Steve Nash, trovatosi spesso in difficoltà al cospetto di playmaker atletici e potenti come Russell Westbrook e Deron Williams. Dopo le delusioni del recente passato sembra essere tornato l’entusiasmo nella Los Angeles gialloviola e tutti gli appassionati già sognano una finale Lakers-Heat per trovare risposte definitive all’eterno quesito: Kobe o LeBron?

About The Author

Apprendista giornalista sportivo. Grande appassionato di basket NBA ed europeo, amante di calcio inglese e scozzese dei quali apprezza, soprattutto, le atmosfere vintage degli stadi e la passione dei tifosi. Sogna di lavorare come inviato dai parquet della NBA o dagli stadi della Premier League.

Number of Entries : 187

© 2012 Powered By EatProduction

Scroll to top