Giovanni Visconti, il giusto rapporto tra talento ed emozione

Questa è la storia di un ragazzo, ma non quello della canzone di Celentano che è nato in via Gluck, bensì a Torino da padre  palermitano e madre napoletana. Ormai avrete capito di chi si tratta, ma sì, del Campione Italiano: Giovanni Visconti

Salute - Lo avevamo lasciato al Giro d’Italia, al suo ritiro e alle sue disavventure, avvenute nella quindicesima tappa. Dopo circa un mese da quell’incubo, lo ritroviamo decisamente più sollevato, a raccontarci la prima parte di una resurrezione che è quasi completa. – “Dopo i primi quindici giorni passati tra l’inquietudine e la tristezza per vari problemi che non sembravano trovare una risposta, ho visto uno spiraglio di luce in fondo ad un tunnel che sembrava essere infinito, ora la condizione sta tornando e il mio stato psicofisico è abbastanza buono”.

L’appuntamento tricolore – Non ci resta che toccare un tasto di pianoforte che ci garantisce un “la” per un argomento a lui molto caro: la vicinanza dei Campionati Italiani di ciclismo su strada, che si svolgeranno in Val Sugana sabato 23 giugno. Sappiamo perfettamente quanto Giovanni tenga a questo appuntamento annuale. – “Garantisco la mia presenza nonostante il mese trascorso senza gare non sia certo d’aiuto per una competizione impegnativa come quella tra chi si contende il titolo di Campione Italiano” – ma, essendo un corridore di classe, non vuole certo mancare per onorare quella maglia che gelosamente porta dal 2010, dopo un primo acuto in quel di Genova nel 2007. Forse un poker? “Mai dire mai!” E’ un tipo tosto e agguerrito che non rinuncerebbe mai combattere. – “Sarà una tutta una sorpresa per me, oltre che la mia condizione, anche il percorso, che non visionerò come da copione fino a due o tre giorni prima della gara, ma giocherò le mie carte senza una particolare preparazione. Insomma, vivrò di emozioni e sensazioni, basandomi sulle voci di corridoio che definiscono il percorso veramente duro, un circuito da ripetere per quattordici volte, con una salita che sarà la giudicessa definitiva”.

I favoriti – Interpellato sugli avversari che troverà all’appuntamento tricolore, “Visco” ha citato molti corridori esperti che hanno tutte le carte in regola per dare filo a torcere alle nuove leve - “Tra i favoriti ci sono quelli che definisco scherzosamente “vecchietti” del gruppo, quali Davide Rebellin, Fortunato Baliani e Alessandro Bertolini (nel frattempo infortunato causa frattura della clavicola ndr)  che daranno del filo da torcere a tutto il gruppo. Inoltre, tra i giovani, un corridore che avrà in più lo stimolo di correre vicino alla sua terra è Moreno Moser”.
Ricordiamo, inoltre, che gli italiani provenienti da casa Movistar, oltre il campione uscente, ci sarà anche Marzio Bruseghin. 

L’avventura “hispanica” - A proposito di Movistar, la curiosità ricade sulla sua nuova avventura internazionale alla corte della squadra spagnola. Si intuisce dalle sue parole che l’ambiente di lavoro è davvero ottimale, sia per crescere, che per affermare il proprio talento, e Giovanni ne ha tanto! La parola che maggiormente usa per definire la sua nuova squadra è “tranquilla”.
“La Movistar è una squadra che non mette pressioni, che crede a fondo nelle proprie scelte e nelle potenzialità di ciascun corridore. Sono più che fiduciosi su un’ottima seconda parte di stagione e lo sono io per primo senza nessun tipo di stress e con molta serenità. La lingua non è stato certo un problema, il tutto a sottolineare l’eccellente stato di armonia e tranquillità che si vive all’interno di questo team senza dimenticare la professionalità e la competenza”.

Il sogno iridato e il rammarico olimpico - Ma la stagione continua, eccome! Attendiamo una scoppiettante seconda parte ricca di appuntamenti importanti, uno fra tutti, la conquista dell’iride. Il Mondiale è la corsa regina, quasi un Santo Graal del ciclismo, che ogni anno richiama alla sua ricerca, tutti i corridori, e naturalmente, non può mancare Giovanni Visconti, che si augura di avere “un ruolo di rilievo all’interno della formazione azzurra”. Il suo più grande obiettivo è quello di vincere, portare a casa un bel numero di vittorie, e puntare sulle corse che si addicono alle sue caratteristiche come la Clàsica San Sebàstian e il Gran Prix de Plouay”.
Un rammarico? – “Non mettere il cuore sui cinque cerchi colorati delle Olimpiadi”. Con molta umiltà Giovanni afferma – “Non ho ancora la condizione ideale e, nonostante non sia da escludere, non ho proprio idea su quali centri  Paolo Bettini tirerà le sue freccette”. 

Il rapporto con Unzue - Gli abbiamo strappato un’ultima curiosità: è risaputo il  rapporto di amicizia che lo lega in modo particolare al suo Ds della Farnese Vini- Selle Italia, Luca Scinto e abbiamo proposto un confronto con Eusebio Unzue, il suo attuale Team Manager. 
“Diciamo che il rapporto che lega un corridore a colui che sale in ammiraglia e gli garantisce una guida sicura su cui contare, è sempre molto speciale, e a conferma di ciò che si diceva prima, il rapporto che si è creato con Unzue, è senz’altro dei migliori”.
Non possiamo dargli torto, quando lo definisce “uno dei saggi del ciclismo, uno da cui c’è solo da imparare”. 
Come diceva Platone nel suo “Mito della caverna”, l’apparenza spesso inganna, e ciò che ci sembra reale, in realtà è solo un’ombra che riflette in modo sbagliato la realtà, infatti “se il signor Unzue a prima vista, può sembrare un tipo chiuso, in realtà, è davvero molto disponibile, una persona di quelle con cui è un piacere parlare e che riesce sempre a dare ottimi consigli”. Con orgoglio, come contraddirlo, afferma che “è grazie alla sua direzione che la squadra rende così tanto: solo che nella prima parte di stagione, hanno raccolto un ottimo bottino, composto da ben diciassette corse, tra cui due tappe della corsa rosa”.

Siamo convinti che Giovanni manterrà la sua parola, si impegnerà al massimo per aumentare ulteriormente il numero sul tabellone delle vittorie in casa Movistar.
La sua è una vita al servizio del proprio cuore, della propria emozione, che scorre veloce come una canzone, e come tale, rimane immortale, indelebile nell’armonia che si crea tra il ritmo di una pedala e la poesia di uno scatto. E per tornare al caro Celentano, “però, quel ragazzo, ne ha fatta di strada!”.

About The Author

Studentessa all'ultimo anno di liceo scientifico con un sogno nel cassetto: riuscire a trasmettere alle persone il mio stesso amore per il ciclismo e raccontarlo in modo da farlo assomigliare ad una favola e sfatare il mito che lo sport è solo competizione.

Number of Entries : 277

© 2012 Powered By EatProduction

Scroll to top