Fallimento Spes Volley: per il presidente Lucchetta non sarà un caso singolo
Intervista a Giovanni Lucchetta, presidente della Spes Volley Conegliano, compagine che faceva parte del massimo campionato nazionale di volley femminile, che ci rivela i retroscena di questo improvviso stop e ci fa capire quali siano i presupposti futuri di questo sport nel Nordest.
A che punto siamo con la prima squadra della Spes Volley?

In questi due mesi abbiamo passato dei brutti momenti, perché levare una squadra così importante per la città di Conegliano è una cosa di notevole entità e la gente tende a voler cercare dei capri espiatori che, in questo caso, rappresentano la società e la mia persona. Dopo aver passato questo periodo, ora stiamo cercando di capire come poter continuare. Il nostro è un caso strano perché ha chiuso i battenti solo la prima squadra e non la società sportiva per intero, visto che il settore giovanile sta andando avanti senza problemi di sorta. Due i fattori che ci hanno portato a questa scelta di chiudere: il primo è che si poteva mandare in campo il settore giovanile al posto delle giocatrici titolari, ma abbiamo evitato figure barbine con il pubblico locale; evitando, inoltre, di rovinare le trasferte alle squadre avversarie. Il secondo motivo è perché le atlete avevano la possibilità di giocare in altri team. C’è da aggiungere che l’ambiente si era un po’ scaldato a causa di qualche voce che riportava la presenza di qualche “imprenditore” che voleva acquistare il nome Spes.
In queste ultime settimane sono stati fatti dei nomi di possibili acquirenti della società Spes. Ci sarà qualche avvicendamento?
Sui giornali sono stati fatti nomi di gente desiderosa di far ritornare il volley di Serie A qui a Conegliano, ma la realtà è che lo sport in Italia farà sempre più fatica a rimanere a galla con il sistema attuale. La crisi non esiste solo per i normali lavoratori, ma anche per gli imprenditori che ogni giorno sono impegnati a ridurre i costi della propria azienda. Così facendo, è dura finanziare società sportive. Cinque anni fa le aziende investivano nello sport e tutti erano contenti, comprese le banche e gli investitori. Oggi non è più così perché non possono investire nell’aspetto sportivo visto che devono tagliare i costi. Si è arrivati al paradosso che qualche imprenditore investe dei soldi senza dirlo, per non dover giustificare questo investimento ai dirigenti aziendali.
Cosa ne pensa di questa crisi economica nell’ambito sportivo, si veda il vostro caso, ma anche quello di Sisley e Benetton?
Negli anni Settanta esistevano due canali televisivi, due giornali sportivi e qualche radio. Le aziende, dopo il boom economico degli anni Sessanta, hanno trovato nello sport un veicolo per la sponsorizzazione del proprio marchio e da lì ne cominciò un connubio tra industria e sport. Successivamente a questo, i canali televisivi assieme a giornali e radio sono diventati un’enormità e lo sport non era più il mezzo di comunicazione preferito per le industrie. Le aziende hanno investito sempre meno nello sport e ora non è conveniente. Un esempio: una società di volley femminile paga 1.200.000 € per giocare in Serie A1. Con la stessa cifra, un’azienda potrebbe avere una quarta di copertina sulla Gazzetta dello Sport per un’anno intero. E’ una cosa difficilmente comparabile e attualmente le aziende preferiscono avere la visibilità su un giornale, piuttosto che con una squadra sportiva. Il sistema attuale della sponsorizzazione nello sport ha finito il suo ciclo e ora bisogna cercare altri metodi. Altri esempi sono la Geox e la Fassa Bortolo che sono uscite dal ciclismo e la Scavolini che il prossimo anno chiuderà con il volley femminile.
Due anni or sono, giravano delle voci sul fatto che il presidente non pagava le tesserate: solo chiacchiere o ci fu effettivamente questo problema?
Certo dei problemi ci sono stati, ma ci sono anche delle penali da pagare quando non retribuisci le atlete per un lungo periodo. C’è differenza tra non pagare e farlo con ritardo. Bisogna anche considerare che la crisi mondiale è arrivata quando noi siamo arrivate in A1, quindi vi furono dei problemi dovuti anche a quest’aspetto. Sono anni che cerco delle nuove sponsorizzazioni, ma in questo periodo non c’è soluzione di continuità. Bisogna fermarsi, ragionare, capire il perché siamo arrivati a questo punto e ripartire.
Nel caso in cui la Spes riavrà la prima squadra, da dove desidererebbe ripartire: A1 o A2?
A riguardo di questo ho qualche dubbio e non sto parlando con i miei collaboratori sotto l’aspetto dei costi. Due anni fa avevo già pensato di fermarmi con la prima squadra, perché non era possibile andare avanti con i soliti sponsor, però mi sono erroneamente lasciato convincere ed ho sbagliato.
C’è una grossa differenza di costi tra le due serie?
Nella serie cadetta le trasferte sono molto più onerose rispetto alla Serie A1 perché i posti sono più distanti e irraggiungibili. Due anni fa la più distante era Castellana Grotte (fallita), mentre ora sarebbe Urbino. In serie A1 ci sono prevalentemente società del Nord e anche per eventuali nuovi sponsor che vogliono avere visibilità nazionale è un grosso limite, perché la visibilità sarebbe solo nella parte alta dello Stivale.
Gli introiti televisivi per le squadre di volley femminile di serie A1 dopo il passaggio Sky-Rai Sport sono diminuiti?
Certo. La società Spes è arrivata in A1 nell’ultimo anno con i diritti coperti da Sky e gli introiti per la LegaVolley erano il doppio dell’attuale contratto con Rai Sport. Ora Sky ha definitivamente chiuso con il volley e punta tutto sul calcio, anche con la Serie B.
L’investimento Simona Gioli nel Febbraio 2011 è stato un fulmine a ciel sereno, visto che la stagione stava procedendo particolarmente bene. Com’è stato realizzato?
Mi era stato fatto il suo nome da un suo procuratore e l’ho potuta acquisire grazie ad un altro sponsor importante della provincia veneziana. Ci sono state un paio di incomprensioni con lo sponsor iniziale e alla fine io ho dovuto sborsare dei soldi anche se inizialmente non era stato pattuito così.
Quali novità ci dovremo aspettare nel prossimo futuro dal “mondo” Spes?
A parte le novità su questi nuovi soggetti esterni che dicono di rivolere la Serie A1 a Conegliano e a parte la politica locale che sotto l’effetto campagna elettorale promette tanto e spara di tutto e di più, la società Spes rivelerà il proprio futuro sportivo solo a fine Aprile, per il momento ci stiamo lavorando.
Per le foto si ringrazia Giuliano Gorghetto/Spes Conegliano.