Didier Drogba, la paura prima del calcio di rigore

Didier Drogba si avvicina al dischetto del rigore lentamente. Ad ogni passo i pensieri si fanno sempre più pesanti, tanto da non sentire più il boato del pubblico assiepato negli spalti della Allianz Arena di Monaco. E’ l’ultimo tiro il suo, quello decisivo e prima di realizzarlo pensa…

“Ecco toh Schweinsteiger ha preso il palo, poraccio si sta disperando come non mai. Davanti alla sua gente, alla sua curva. Piange, beh lo capisco. però l’indugio l’ha fregato, perchè Cech aveva intuito dove l’avrebbe messa e gli ha chiuso bene lo specchio della porta… se avesse tirato direttamente non avrebbe dovuto angolare così tanto. Ma io ora devo segnare sto rigore, devo! Se lo sbaglio si va ad oltranza, ma chissà poi cosa succederebbe? Magari qualche mio compagno poi sbaglia e vincono loro… no devo segnarlo assolutamente, non ci piove. Non voglio che mi si ricordi come un perdente, come un eterno secondo. Desidero questa vittoria a tutti i costi! Quanto mi separa da quel maledetto dischetto, eh ce n’è ancora vedo, passeggio lentamente perchè voglio far capire alla gente che è un momento delicato. Cristo, mi ricordo la finale di Coppa d’Africa di quest’anno, quella maledetta zolla. Si, si fu per quel motivo che tirai alle stelle, non per altro. Certo, un po’ di pressione ce l’avevo addosso, perchè sei anni prima contro l’Egitto buttammo via tutto e io giocai da schifo. E sto allenatore dello Zambia, tale Hervé Renard mi massacrò per tutta la partita continuando a insultarmi in francese, a darmi fastidio, perchè nello stadio di Libreville si sentiva ogni singolo respiro, altro che in sto catino colmo di mangiapatate, già sbronzi prima dell’inizio. Beati loro che si divertono così, ma li capisco alla fine dai, dopo la partita, comunque vada, mi prendo una sbronza colossale anche io, alla faccia di tutto e tutti, visto che  vogliono che me ne vada da Londra.

Dov’ero coi pensieri? Mi sono perso, sto rincoglionendo o che sia solo la paura di sbagliare? Ah si quel rigore contro lo Zambia, vabbè chissenefrega è successo, vincerò la Coppa tra due anni e poi mi ritirerò dal calcio giocato, promesso… intanto qua mancano ancora diversi metri al dischetto, li faccio con calma, voglio vedere come la vive Neuer, se gliela piazzo abbiamo vinto, lo sa. E’ un buon portiere ma io sono Drogba, mica Olic. Ma quel rigore con lo Zambia me lo porto qua, si. Ma mi ha insegnato molto, non tirerò mai più con sufficienza. Essere troppo sicuri di sè non va bene e infatti io l’ho appena dimostrato. Ho detto che sono meglio di Olic. Beh si, un gol come quello che ho piazzato allo scadere dei regolamentari se lo scorda tutta la vita, ma i rigori sono differenti. Infatti, anche quel piccoletto di Mata ha fallito, tirando una piatellata oscena… l’avreste mai pensato? Numero 10 lui, è arrivato qua che sembrava il Maradona de’ noartri, però intanto va’ che rigoraccio moscio ha tirato. Se ne tornasse a Burgos tra i monti… no dai, gli voglio bene alla fine, è un bravo ragazzo, mi ha anche invitato a casa sua qualche mese fa. Che feste in Spagna e che sbronze si prendono quei matti! Come scordare Las fiestas de San Pedro y San Pablo, sette giorni di delirio tra tori e checche..eh eh questa non è farina del mio sacco, ma descrive bene la situazione che vidi…alla fine però c’erano tante belle donne, avrò perso la bussola trenta volte in tre giorni. Se lo sapesse mia moglie…

Ecco, sto pensando ad altro, cerco di scacciare la tensione con questioni futili, ma così rischio di arrivare lì scarico. Neuer sta cercando di fissarmi negli occhi…pivellino, ma cosa vuole fare, tanto lo spiazzo…gliela tocco piano, ma lo spiazzo. Anzi, no. Sparo una barbogia urticante sotto la traversa, così lo pettino meglio di come è pettinato adesso. Cosa avrà da fissarmi così tanto sto qua? Forse gli piaccio, è l’unica spiegazione. Mi ricorda un po’ Van Der Sar nella finale di Mosca del 2008. Che culo sfondato quella volta lo United, meglio se non ci penso che poi arrivo sul dischetto e prendo a pallonate il portiere dalla rabbia. E così perdiamo. Ma come dimenticare, come? Quel maledetto arbitro, quel quel… Michel, lo slovacco. Mi cacciò fuori prima della fine dei supplementari. Ma si può? Vidic me ne disse di tutti i colori, lasciamo perdere il razzismo, perchè quello non è nulla a confronto di ciò che disse su mia madre. Bamboccio viziato, io gli diedi solo un buffetto, nulla più. Perchè uno deve essere espulso per inezie del genere? Le regole sovente sono scritte da gente che il calcio ad alti livelli non l’ha mai giocato, che la tensione di certe partite non l’ha mai provata. Non parliamo delle regole di comportamento, intrise di buonismo e falsità!

Non avrei dovuto incazzarmi con Ovrebo dopo quella semifinale col Barcellona? Ci ladrò la partita regalandola a loro e io cosa avrei dovuto fare? Abbozzare? Ma per piacere, perdere ci sta, anche il fair play va bene, ma io sono un leone e non posso arrendermi così! Ho diritto di esprimere le mie emozioni, soldi o non soldi, alla faccia di chi pretende che, siccome siamo ricchi, dobbiamo comportarci come dei robot. In quei momenti dei soldi non te ne frega nulla e, infatti, ho pagato a caro prezzo per quella reazione. Una cosa è certa, non avremmo mai potuto vincere una Champions con in panchina Avram Grant: io l’avevo detto al presidente che quello portava sfiga. Con quella faccia da mummia imbalsamata e i suoi metodi, le tecniche di combattimento dell’accademia militare israeliana. Era un allenatore quello? Ma per piacere…

Vabbè ora non importa più, sono passati quattro lunghissimi anni e ora sono arrivato sul dischetto decisivo. Guardo per terra, non fisso Neuer. Volgo lo sguardo dove mi pare, come se giocassi a poker. Proenca si sta portando il fischietto alla bocca, mi volto verso di lui e lo vedo fischiare. Ok è il momento tanto agognato, mi sento bene. Voglio calciare la palla subito senza staccare gli occhi da terra, non voglio che il portiere abbia il tempo di pensare… ma devo pensare io. Dove gliela metto? Dove si butterà il ragazzo? E’ ora!!! Rincorsa breve, destro leggero, senza troppa cattiveria, ma preciso e a fil di palo. Palla alla destra di Neuer, ero abbastanza sicuro si sarebbe buttato dall’altra parte, ma che strizza ho avuto per un momento. Il tempo ora non si ferma più perchè voglio correre, piangere, farmi il segno della croce ed esultare come un pazzo. Voglio abbracciare i miei compagni, che vittoria!!! Che partita, che emozioni!! E’ stato Dio che ha voluto questo, è stato il Signore! Mi ha fatto entrare la capocciata prima dello scadere e ha voluto che arrivassimo fino a qui, forse per ripagarci del torto di Mosca con quel rigore di Terry sfortunato. Si, è stato Dio, lo devo ringraziare sul serio, ma oggi io, Didier Yves Drogba Tébily, nato ad Abidjan l’11 marzo 1978 gli ho dato una mano. E assieme abbiamo fatto la storia”.

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Number of Entries : 152
  • Luca Scognamiglio

    Grande Davide! Bello bello bello :)

  • Toppan Mirko

    Eh sì…se è questo il parto dell’ultima nottata, un enorme inchino da parte nostra ci vuole. Grande Davide

  • http://www.eatsport.net Davide Sannazzaro

    Troppo buoni, speriamo più che altro che Drogba non mi legga mai la cosa delle donne a Burgos ehehe!

  • Enrico

    AH AH fantastico. Manca solo un riferimento alla Canalis. Ci avrà pensato sicuramente, con tutti i viaggi che si è fatto.

  • http://www.eatsport.net Davide Sannazzaro

    Eh se ci mettevo anche quella ero da querela, meglio di no :)

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